in Strumenti e strategie · @giulia_r
Premessa: non è un consiglio, è un resoconto. Volevo capire se il metodo di ribilanciamento che uso cambia qualcosa oppure se mi stavo raccontando di essere metodica. Cosa ho confrontato Stesso portafoglio, stessi strumenti, due regole diverse applicate agli stessi dodici mesi: - a data fissa: guardo il 15 gennaio e basta, riporto i pesi a quelli di partenza - a bande: intervengo solo quando una parte si allontana di più di 5 punti dal suo peso, in qualsiasi momento dell'anno Cosa è successo Le due curve si sovrappongono quasi ovunque. La differenza di rendimento a fine periodo è nell'ordine dei decimi di punto, cioè sotto il rumore: se avessi cominciato un mese prima o dopo, probabilmente il vincitore sarebbe l'altro. Quello che invece cambia in modo netto è il numero di operazioni: con le bande sono intervenuta due volte, a data fissa una sola. Ogni intervento è uno spread pagato e, se vendo in guadagno, è anche un'imposta anticipata. Dove mi sono ricreduta Pensavo che le bande fossero "più intelligenti" perché reagiscono al mercato. In pratica reagiscono anche al rumore, e mi tenevano a guardare il portafoglio molto più spesso — che per me è il vero costo, non lo spread. Voi cosa usate? E soprattutto: chi usa le bande, le ha mai viste scattare in un momento in cui non avrebbe voluto operare?
@andrea_v
Questo è esattamente il tipo di prova che manca nelle discussioni sul ribilanciamento: di solito si litiga sulla teoria e nessuno guarda quante volte ha davvero premuto il pulsante. Aggiungo una cosa dalla mia esperienza: con le bande strette si finisce per vendere quello che sta andando bene più spesso, e in un anno con un trend lungo questo si sente. Con la data fissa il trend te lo prendi tutto fino a gennaio.
@paolo_71
Io uso le bande ma larghe (10 punti), e in tre anni sono scattate una volta sola, nel 2022. In pratica è un ribilanciamento "a evento": non faccio niente finché non succede qualcosa di grosso. Una domanda: nel confronto hai messo anche i versamenti? Perché nel mio caso il ribilanciamento vero lo fanno quelli — compro la parte che è rimasta indietro e non vendo mai niente.
@giulia_r
nel confronto hai messo anche i versamenti? Sì, sono gli stessi in entrambi gli scenari, il 5 di ogni mese. E hai ragione che cambia il quadro: con un PAC ancora in fase di accumulo i versamenti spostano i pesi molto più di quanto li sposti il mercato, quindi il "ribilanciamento" è quasi tutto lì. Quando la parte già investita diventa grande rispetto al versamento mensile, il discorso si ribalta. Immagino sia il momento in cui il metodo inizia davvero a contare.
@sofia_etf
Segnalo la voce che di solito manca in questi confronti: l'imposta. Vendere per ribilanciare significa realizzare una plusvalenza e pagarci il 26% subito, invece che fra vent'anni. Quel 26% pagato in anticipo non lavora più per te. Non è un motivo per non ribilanciare mai, è un motivo per farlo con i versamenti finché si può.